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Paragrafo 3 . Il passaggio della Spagna ai Borbone.

     
L'equilibrio  che  si  stava  formando  in  Europa  fu  rotto  proprio
all'apertura del secolo diciottesimo, a causa di una complessa vicenda
dinastica che sfoci nella guerra di successione spagnola.
     La  Spagna,  fino alla met del Seicento la maggiore potenza  del
continente,  stava attraversando un periodo di decadenza,  dovuta  sia
agli  effetti  della  crisi economica generale che  aveva  colpito  il
continente,  che  alla incapacit dei suoi sovrani, spesso  sostituiti
nella gestione del potere dai loro favoriti, ed osteggiati da radicate
autonomie  regionali,  che  impedivano il realizzarsi  di  un  governo
veramente  forte  e  centralizzato. Pur  tuttavia  il  regno  spagnolo
possedeva ancora vaste risorse, provenienti dai possedimenti americani
ed italiani.
     Perci quando fu manifesto che Carlo secondo (1665-1700),  un  re
malato  e senza figli, era prossimo, ancorch giovane, alla morte,  le
diplomazie  europee si misero all'opera per scongiurare  un  possibile
scontro  dinastico  fra  i  molti  pretendenti  presenti  in  Francia,
nell'impero  germanico e perfino in Piemonte.  Si  parl  di  spartire
cinicamente  ed  equamente i possessi spagnoli fra le grandi  potenze,
senza  tenere in alcun conto gli interessi iberici, finch  lo  stesso
Carlo  secondo,  sollecitato da uno dei "partiti" operanti  nella  sua
corte, si decise a redigere un testamento in cui stil una graduatoria
degli aventi diritto alla successione.
     Quando  il sovrano spagnolo mor, nell'anno 1700, il primo  della
lista degli eredi rimaneva un Borbone, Filippo duca d'Angi, nipote di
Carlo secondo e pronipote di Luigi quattordicesimo. Grazie agli uffici
della  diplomazia, tutti accettarono tale designazione, purch  fra  i
due  regni di Spagna e di Francia non vi fosse nessuna possibilit  di
unione,  come  stabiliva  una  clausola testamentaria;  cos  il  duca
d'Angi  si  insedi sul trono spagnolo con il nome di Filippo  quinto
(1700-1746). Ma il vecchio Luigi quattordicesimo, che aveva intravisto
un'ultima   grande  possibilit  di  allargare  il  dominio  borbonico
attraverso il congiungimento delle due
     
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corone,  pass a vie di fatto, invadendo i Paesi Bassi spagnoli  e  la
Lombardia.  Gli Asburgo, che pure rivendicavano la successione,  e  le
altre  potenze,  avverse all'ennesimo tentativo espansionistico  della
Francia, formarono allora una "grande alleanza" antifrancese.
     La  guerra,  che dur, fra alterne vicende, fino  al  1714,  vide
schierarsi  da un lato la Francia, la Spagna, il ducato di Baviera  ed
il  Piemone, che per in seguito mut alleanza, e dall'altro l'impero,
la  Prussia,  l'Inghilterra,  l'Olanda e  il  Portogallo.  Le  vicende
militari si svolsero principalmente in Europa centrale e nei paesi del
Mediterraneo, ma si estesero anche ai possessi americani  degli  stati
coinvolti. Il possente esercito francese resistette ancora  una  volta
alla coalizione di tante forze, subendo tuttavia una pesante sconfitta
nel nord della Francia, a Malplaquet (1709), ritenuta la battaglia pi
sanguinosa del diciottesimo secolo con i suoi trentamila caduti.
     Dopo  molti anni di guerra, tutte le potenze coinvolte, stremate,
a  partire dal 1710 cominciarono ad intavolare trattative per giungere
ad  un accordo. L'orientamento favorevole ad una soluzione diplomatica
divenne prevalente nel 1711, quando il pretendente austriaco del regno
spagnolo  sal sul trono imperiale con il nome di Carlo  sesto  (1711-
1740); il suo eventuale insediamento a Madrid avrebbe infatti di nuovo
spostato  l'asse dell'equilibrio da una sola parte, nella  fattispecie
quella dell'impero.
     Una  prima  pace fu firmata ad Utrecht nel 1713, mentre l'accordo
definitivo  tra  Francia ed impero, dopo minuziose  trattative,  venne
ratificato soltanto un anno dopo, nel 1714, a Rastadt. In base a  tali
trattati, l'avvento borbonico in Spagna, che preludeva ad una  potente
alleanza  familiare  fra  i  due regni  spagnolo  e  francese,  veniva
bilanciato con la cessione all'impero dei possessi spagnoli in  Italia
e  nei  Paesi  Bassi. L'Inghilterra ottenne consistenti  vantaggi:  il
riconoscimento della conquista di Minorca e di Gibilterra, il possesso
delle  colonie  francesi in America settentrionale e il monopolio  del
commercio  degli  schiavi  fra Africa ed America.  Inoltre,  la  nuova
dinastia  salita sul trono dopo l'estinzione degli Orange,  quella  di
Giorgio  primo  di Hannover (1714-1727), principe elettore  germanico,
marito  di Anna Stuart, venne riconosciuta come l'unica legittima.  Il
duca di Savoia Vittorio Amedeo secondo ebbe la Sicilia, il Monferrato,
la Lomellina e il titolo di re.
     La  perdita  dei territori italiani avvenuta dopo  la  guerra  di
successione spagnola determin il sorgere di rivendicazioni  da  parte
della  Spagna,  che avrebbero portato ad un provvisorio raffreddamento
fra  i  due  rami, quello francese e quello spagnolo,  della  dinastia
borbonica.
     L'ascesa  alla  carica di primo ministro spagnolo  del  cardinale
italiano Giulio Alberoni, un diplomatico che aveva favorito il secondo
matrimonio di Filippo quinto con Elisabetta Farnese, dette un'impronta
di  aggressivit alla condotta diplomatica spagnola:  egli  cerc  con
ogni  mezzo  di avversare i responsabili della pace di  Utrecht  e  di
riacquistare  il regno di Napoli e la Lombardia. Quando  nel  1717  la
flotta spagnola attacc la Sardegna, tutte le grandi potenze, compresa
la   Francia,   reagirono   duramente  alla  rottura   del   trattato,
costringendo gli spagnoli alla ritirata ed il cardinale Alberoni  alle
dimissioni. La pace dell'Aia (1720) conferm la situazione  precedente
con una variante: i Savoia dovettero cedere la Sicilia all'Austria  in
cambio della Sardegna. Il governo borbonico, privato dei suoi possessi
europei,  pot  dedicarsi concretamente, sulla scia  della  tradizione
francese, alla riforma di una struttura statale fino ad
     
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     allora  inefficiente  e  disarticolata, com'era  quella  iberica,
rafforzando  il potere regio, ed avviando lentamente anche  la  Spagna
verso l'assolutismo.
     In  Francia,  intanto, dopo la morte del Re Sole (1715),  si  era
instaurato un consiglio di reggenza, incaricato di governare il  paese
fino  a  quando  l'erede designato, il pronipote del sovrano  defunto,
Luigi  quindicesimo (1715-1774), non avesse compiuto la maggiore  et.
Contrariamente   al   suo  predecessore,  Luigi  quindicesimo   affid
volentieri la condotta politica del regno ai vari primi ministri,  fra
i quali emerse il cardinale Fleury, suo vecchio precettore; inoltre si
fece influenzare profondamente dalle sue favorite, come la marchesa di
Pompadour  e  la  contessa  Du Barry, che  divennero  protagoniste,  a
partire  dalla  met del Settecento, della vita politica  e  culturale
francese.
